Il problem solving è l’insieme delle abilità coinvolte nella risoluzione dei problemi (razionali od emotivi). Esistono diverse tecniche che ci guidano nel miglioramento, ma anche giocando s’impara.

Questo termine, nato nell’ambiente matematico, fa riferimento alla capacità di risolvere i problemi. Negli ultimi anni il suo significato si è esteso per comprendere tutte le abilità e i processi cognitivi implicati nella ricerca di una soluzione. Ciò include l’uso di tecniche opportune a partire dalla corretta definizione del problema da affrontare. Il processo può seguire delle regole più o meno precise, ma anche affidarsi a percorsi creativi.

Ogni problema può, ad esempio, essere considerato come un ostacolo che si frappone al raggiungimento dei nostri obiettivi. La soluzione è il nuovo corso di azioni che dobbiamo intraprendere per raggiungere lo scopo prefissato. Questo implica prima di tutto un cambiamento a carico della nostra ottica o della nostra strategia. A partire da questa definizione sommaria si comprende che queste risorse sono utili in tutti gli ambiti della vita, anche quando il problema è di tipo interpersonale/relazionale o emotivo (legato a una sensazione di disagio).

 

 

La tecnica del problem solving

Non si tratta solo di usare la creatività, ma anche di sopportare la pressione durante la ricerca della soluzione e l’abilità di non farsi imbrigliare negli usuali schemi di ragionamento che ognuno di noi adotta quotidianamente.

Lo stress e il problem solving come convivono? Il secondo è causa del primo? In realtà affinare la nostra capacità di problem solving ci permette in più modi di gestire lo stress, vediamo come.

Come intervenire? Possiamo o “calmarci” per poi guardare la situazione con occhi nuovi, oppure allenarci a riconoscere gli schemi di pensiero che bloccano per evitare di scatenare reazioni emotive esagerate.

Il problem solving è proprio quel genere di risorsa che aiuta ad osservare la realtà come ad un problema risolvibile in modo differenti e a concentrarci su quel che possiamo fare per rendere accettabile la situazione.

 

 

Resilienza e creatività: non esistono problemi, solo soluzioni

Col termine resilienza, si intende la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, coltivando le risorse che si trovano dentro di noi. Il termine resilienza può essere inteso, ad esempio, come forza d’animo, quella volontà che ci permette di risollevarci e di reagire quando ci troviamo in una situazione di difficoltà.

Le persone resilienti quando si trovano di fronte ad una crisi non crollano ma ne escono rafforzate. Vitalità, energia, creatività, inventiva, forza e coraggio sono soltanto alcune delle caratteristiche delle persone resilienti.

 

 

I 6 cappelli

Vi propongo un metodo realizzato da Edward De BonoI sei cappelli.

 

 

 

 

Questa tecnica è utilissima in gruppo (e infatti prevede una figura che faccia da mediatore), ma può essere uno spunto per la riflessione individuale.

I 6 cappelli sono sei punti di vista da cui osservare e analizzare il problema e la situazione:

Dato che quando siamo stressati ci blocchiamo sulla nostra visione della realtà, i sei cappelli costringono a sbloccare il flusso di pensiero.

Sei Cappelli per pensare” propone un buon esercizio per affrontare i problemi da ottiche differenti. In pratica in una riunione, in un corso, in un dibattito ciascun interlocutore dovrebbe assumere ruoli (o cappelli, come mostrato nell’immagine) definiti allo scopo di: dichiarare le sue posizioni, uscire dai suoi pregiudizi, considerare punti di vista alternativi; naturalmente per stimolare l’ampiezza delle soluzioni e delle critiche è auspicabile che in una discussione ciascuna persona accetti di indossare cappelli (ruoli) diversi.

 

Di seguito i ruoli che ciascun cappello implica:

 

  1. Cappello bianco (Neutrale): analisi dei dati, di informazioni, di eventi precedenti, analogie ed elementi che sono raccolti senza esprimere giudizi.
  2. Cappello blu (Razionale): stabilisce priorità, metodi, sequenze funzionali, pianifica, organizza, stabilisce le regole del gioco. Conduce il gioco.
  3. Cappello nero (Negativo): l’avvocato del diavolo che rileva gli aspetti negativi, le ragioni per cui la cosa non può andare.
  4. Cappello giallo (Positivo): l’avvocato dell’angelo, rileva gli aspetti positivi, i vantaggi, le opportunità che si aprono.
  5. Cappello rosso (Emotivo): emotività, esprime di getto le proprie intuizioni, come suggerimenti o sfoghi liberatori, come se si ridiventasse bambini, emozioni, sentimenti.
  6. Cappello verde (Creativo): indica sbocchi creativi, nuove idee, analisi e proposte migliorative, visioni insolite.

 

 

Affidati alla creatività e all’intuizione

Secondo De Bono affrontare i problemi con gli abituali metodi razionali produce risultati limitati dalla rigidità dei modelli logici. Per trovare soluzioni davvero innovative bisogna uscire dagli schemi prefissati, mettere in dubbio le presunte certezze e affidarsi ad associazioni di idee inedite e all’intuizione.

 

 

“L’intuizione: la parte atrofizzata del cervello che è collegata col cuore e ci consente di ascoltare la voce degli dei.”  (Massimo Gramellini)

 

 

E tu a quale cappello appartieni?

 

 

 

 

Libri consigiati:


 


 


Barbara Porro

Barbara Porro

Mi chiamo Barbara Porro e sono una Counselor Professionista, cioè una persona preparata ad ascoltare ed aiutare ad affrontare e superare le difficoltà, le paure, le insicurezze, una persona a cui ognuno si può rivolgere per parlare di sé. In Italiano si traduce come “Agevolatore alla relazione di aiuto” e questo è proprio l’intento, al di là del nome lungo, ma di aiutare le persone a gestire al meglio le relazioni, soprattutto la primaria relazione che è quella con se stessi, con le varie parti di noi.

Oltre a questo, mi sono avvicinata alla Floriterapia e ai Fiori di Bach. La parola chiave alla base della floriterapia è SEMPLICITA', poiché tutto in natura è semplice come quando "ho fame, vado nell'orto e raccolgo una lattuga; sono spaventato ed ammalato, prendo una dose di Mimulus (FIORE DI BACH)”.

Seguo anche gruppi di incontro e/o di respiro e rilassamento muscolare, formati da persone che stanno vivendo situazioni di vita simili e che condividono lo stesso obiettivo. C’è quindi un “auto aiuto” inteso come reciproco e duplice. Incontrandosi, si dedica tempo al proprio benessere, con l’obiettivo di STARE BENE, recuperando l’energia psico-fisica e l’equilibrio emozionale.

Collaboro con alcune associazioni della Brianza e ricevo in studio a Lissone.

Email: porrobarbara@gmail.com
Pagina FB: https://www.facebook.com/Counsellorbarbara/
Barbara Porro

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