Possiamo dire che sin dall’antichità il suono, il canto e la musica erano riconosciuti ed utilizzati come veri e propri strumenti per portare guarigione, abbondanza, migliorare il raccolto dei campi e per molti rituali. In tutte le culture antiche (sia orientali che occidentali) musica e medicina erano una sola cosa; infatti gli antichi guaritori – gli sciamani – sapevano benissimo che tutto nell’universo è suono e ha una sua vibrazione, di conseguenza la vita del cosmo, ma anche quella dell’uomo è caratterizzata dal ritmo e dall’armonia. Inoltre lo sciamano sapeva benissimo che la musica ha un potere innato che agisce sulla parte creativa dell’uomo, ed è in grado di portare  istantanemanete benessere e in caso di malattia – e quindi di disequilibrio – può ristabilire le giuste frequenze e l’armonia che era andata perduta.

Nell’era moderna il concetto non è cambiato di molto, ma cerchiamo di dare una definizione di quella che è l’attuale musicoterapia e di comprenderne meglio le caratteristiche.

 

 

Cos’è la musicoterapia?

 

 

La musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico, in una varietà di condizioni patologiche e parafisiologiche.

Per essere più chiari, la MT (musicoterapia) permette di comunicare, con l’aiuto del terapeuta, attraverso un codice alternativo che non corrisponde a quello verbale partendo dal principio dell’ISO (Identità Sonora Individuale) che utilizza la musica, il suono e il movimento per esplorare ed aprire i canali di comunicazione interna dell’individuo bypassando tutte le barriere di difesa. Nell’ambito terapeutico la MT può essere utilizzata in diverse casistiche come la prevenzione, maggiore equilibrio e armonica psico-fisica, la riabilitazione e il sostegno con lo scopo di ottenere una maggiore integrazione sul piano intrapersonale ed interpersonale.

 

Per lo sviluppo del benessere psico-fisico, le attività creative sono fondamentali per il raggiungimento di un equilibrio. Attraverso di esse si può mirare all’evoluzione dell’essere umano nella sua totalità e far emergere tutte le capacità potenziali. Utilizzare attività come il canto, il suono, la danza, sono strumenti altamente creativi, essendo la musica una disciplina mentale che ha bisogno di un suo ordine specifico, di particolare attenzione e concentrazione, ma che allo stesso tempo permette la manifestazione della propria creatività ed espressività.

 

 

Il musicoterapeuta

 

Il musicoterapeuta è colui che utilizza la musica come strumento terapeutico. Sono numerosi gli studi che testimoniato i benefici dell’ascolto di musica e suoni su persone affette da svariate patologie psichiche come depressione, ansia, autismo, deficit di attenzione e iperattività, dislessia, ecc…

Mentre negli altri paesi europei esiste una sola figura che si occupa di fare terapia con la musica, in Italia esise la distinzione tra musicoterapeuta e musicoterapista: quest’ultimo è una figura più tecnica che lavora nel momento “presente” ed è l’esecutore, ovvero colui che mette in atto il programma deciso dal musicoterapeuta, che è la figura professionale  che ricopre un ruolo di maggiore responsabilità e ha alle spalle un percorso di formazione più consistente.

È il musicoterapeuta a effettuare la diagnosi, decide la terapia e a conclusione del trattamento valuta i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi prefissati. E solo lui quindi ha le competenze necessarie a comprendere e individuare le problematiche del paziente, andando a rimuovere blocchi dove presenti, e cercando di interpretare, restituire e guarire i traumi.

 

 

 

Come si svolge una seduta di musicoterapia

 

Il trattamento di musicoterapia si suddivide in incontri settimanali oppure con cadenza differente in base alle esigenze del paziente. Le sedute possono essere: individuali o di gruppo della durata di circa 60 minuti ciascuna; ma nel caso di patologie, come ad esempio nella malattia di Alzheimer, sono consigliati dei tempi di partecipazione molto più ridotti.

Come si svolge il dialogo tra l’individuo e il terapeuta? Inizialmente per conoscersi è necessario anche un dialogo verbale, ma successivamente il paziente può esprimersi e raccontare di sé attraverso la musica, la voce o un suono che lo rappresenti. Quindi non sarà una seduta “passiva” ma bensì attiva dove il paziene è protagonista.

 

Nella stanza dove si svolge l’incontro tra paziente e musicoteraputa, solitamente sono disposti in maniera speculare gli stessi strumenti musicali (sia per paziente che per musicoterapeuta). Potrà quindi avvenire un dialogo musicale, iniziato prima dal paziente che intonerà la sua musica o il suo canto senza un senso logico e ritmo musicale, ma semplicemente potrà esprimere ciò che gli viene spontaneo. Il terapeuta potrà quindi rispondere intonando la sua musica, la sua voce o con un brano musicale in base a quello che ritiene più opportuno esprimere in risposta al paziente per comunicare il suo messaggio.

 

Una seduta di MT è utilizzata principalmente in questi due contesti:

  • In ambito di strutture educative e in particolare nel contesto psico-pedagogico o pedagogico. L’aggiornamento degli insegnanti diviene uno specifico ambito di intervento della musicoterapia nel contesto istituzionale della scuola. Tale aggiornamento, congiunto alla prevenzione della disabilità dell’apprendimento, alla riduzione dell’abbandono scolastico e al successo formativo, si può collocare tra le attività di sostegno psico-pedagogico previste dalla circolare 257 del 9 agosto 1994 del Ministero della Pubblica Istruzione.
  • In ambito clinico e psichiatrico possono essere effettuati interventi in ambiti ospedalieri, in centri di assistenza e riabilitazione, in case di cura.

 

 

 

Come si diventa musicoterapeuta (la formazione)

Il musicoterapeuta è innanzitutto un esperto di musica (ma questa non è una condizione indispensabile), diciamo che deve avere un buon senso e ritmo musicale e una conoscenza base della musica e di qualche strumento. In Italia esistono dei conservatori che hanno attivato dei corsi in MT, come quello di Foggia e quello di Pescara, che hanno ottenuto dal MIUR un riconoscimento ministeriale.

Esistono inoltre diversi master universitari e corsi universitari di perfezionamento per diventare musicoterapeuta. L’Università di Pavia propone pure un corso di laurea in musicologia. Sono presenti anche delle federazioni per musicoterapeuti come la F.I.M (Federazione Italiana di Musicoterapeuti) accreditata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Fedim  (Federazione Italiana di Musicoterapia.  L’iscrizione ad una delle federazioni non è obbligatoria una volta termininato il percorso formativo di tre anni e non preclude il lavoro con strutture sanitarie, centri raibilitativi o strutture pubbliche.

A Lecco è presente da diversi anni la scuola ARTITERAPIE che offre un percorso di MT di 3 anni oltre che ad altre discipline come DRAMMA TERAPIA, ARTE TERAPIA e DANZA TERAPIA.

 

 

 

La magia della musica e del suono

 

E’ importante ricordare che la musica è un efficace e potente mezzo di comunicazione anche nelle situazioni dove è impossibile instaurare un dialogo.

Molti studi hanno dimostrato che la musica agisce sia sul fronte fisiologico (ambito più fisico) che su quello psicologico (ambito più mentale). La musica è in grado di evocare sensazioni, emozioni, stati d’animo, può far scattare meccanismi inconsci, aiuta a rafforzare l’IO ed è un valido ponte tra la mente conscia e l’inconscio .

In presenza di conflitti profondi a livello neuro-psichico (resistenze e repressioni) la musica è in grado di liberarli attraverso il processo catartico (tensione-liberazione), e farli riemergere a livello conscio per potere essere rielaboarti. Essa invia segnali al cervello ed in particolare al sistema limbico (ipotalamo), la zona cerebrale arcaica dell’uomo che detiene tutti gli istinti primordiali e i sentimenti che hanno permesso la fase evolutiva del sistema nervoso centrale e dell’essere umano stesso.

 

La musica sembra essere l’unica funzione superiore dell’encefalo, che direttamente coinvolge in uguale misura sia l’emisfero destro che l’emisfero sinistro.

 

 

Libri e prodotti consigliati:

 

Introduzione alla Musicoterapia
Introduzione alla musicoterapia Storia, fondamenti, modelli, applicazioni cliniche e glossario.

 


 


 

Musicoterapia per la Paura - CD Audio
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Voto medio su 3 recensioni: Buono


 

Musicoterapia per l'Ansia - Cd Audio
CD di terapia guidata per affrontare ansia, panico, depressione e insonnia

Voto medio su 2 recensioni: Buono


 

eBook - Musicoterapia e Alzheimer
Miglioramento della qualità e delle aspettative di vita del paziente anziano affetto da Demenza trattato con la Musicoterapia

 

Maurizio Padrin

Maurizio Padrin

Sono un sostenitore di uno stile di vita sano e di un regime alimentare corretto, della prevenzione e del mantenimento del benessere psico-fisico e della salute attraverso i rimedi che la natura ci mette a disposizione. Effettuo trattamenti individuali o di gruppo con le campane tibetane e mi occupo inoltre di crescita personale. Sono un ricercatore e amo studiare e comprendere i meccanismi di funzionamento della mente umana e di tutte le sue potenzialità ancora sconosciute alla scienza. Inoltre sono specializzato nelle seguenti tecniche di massaggio: cranio sacrale, bioenergetica, massoterapia, fasciale, sportivo/decontratturante, riequilibrio articolare, antistress su lettino e su sedia ergonomica. Sono il fondatore del portale www.DirezioneBenessere.com
Ricevo in provincia di Monza e Brianza.

Tel. 3319668346
email: info@direzionebenessere.com
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