Eppure, fra tutti gli effetti che l’ultramaratona ebbe su di me, quello più rilevante non fu di natura fisica, ma spirituale: un senso di prostrazione. All’improvviso mi resi conto di essere avvolto come da una pellicola da quello che potevo soltanto chiamare runner’s blue – l’abbattimento del corridore (che dal punto di vista sensoriale, più che blu, è di un colore vicino al bianco sporco). 

Dopo quella competizione, riguardo all’atto di correre in sé non provavo più lo stesso spontaneo entusiasmo di prima. È vero che stentavo di togliermi di dosso la stanchezza fisica e mentale, ma c’era dell’altro. Non riuscivo più a trovare dentro di me quelo stimolo che mi faceva dire: «voglio correre». La ragione non la conoscevo. Ma era una verità difficile da negare. Mi era successo qualcosa. Anche nel mio jogging giornaliero, il numero di chilometri diminuì.

 

Dopo di allora ho continuato a partecipare ogni anno almeno ad una maratona. Non c’è bisogno di dire che non si può correre una maratona fino alla fine se la si prende alla leggera. Quindi ogni volta mi sono allenato scrupolosamente, e ogni volta sono arrivato puntualmente al traguardo. Però la mia partecipazione emotiva si limitava solo a quell’occasione specifica. Dentro di me, nel profondo, si era installato un elemento estraneo. Non soltanto perchè la voglia di correre si era affievolita. Avevo perso qualcosa, e al tempo stesso nella mia coscienza di corridore era nato qualcosa di nuovo. E probabilmente nel processo di scambio si era ingenerato quell’abbattimento per me inusuale.

 

Cos’era l’elemento nuovo sorto dentro di me? Non riesco a trovare un vocabolo che lo definisca con esattezza, ma forse l’espressione «chiara visione» ci si avvicina. Al termine di quella maratona di cento chilometri, mi ero per così dire inoltrato in un «territorio diverso». Dal 75° chilometro in poi la stanchezza era scomparsa di colpo e la mia coscienza si era svuotata, e in questa evoluzione c’era un significato filosofico, o forse religioso. Qualcosa che mi obbligava all’analisi interiore. Così non nutrivo più nei confronti del correre quel semplice, approssimativo ottimismo di prima.

 

O forse no, forse non era una cosa tanto drammatica. Forse mi ero semplicemente un po’ stufato di correre. Avevo corso troppo, per troppi anni. E poi andavo avvicinandomi ai cinquanta, e le mie facoltà fisiche si trovavano di fronte ad una barriera difficile da eludere, quella dell’età. Probabilmente avevo la sensazione concreta di avere superato l’apice della mia energia. Magari stavo attraversando un’età critica per l’uomo, l’equivalente maschile della menopausa, e dovevo emergere dalla depressione spirituale che essa comportava. Oppure avevo messo insieme tutti questi elementi per creare un cocktail negativo di natura sconosciuta. Per me, che ero il diretto interessato, sviscerare e analizzare obiettivamente tale processo non era possibile. Comunque l’ho chiamato «abbattimento del corridore».

Avere corso fino in fondo tutta l’ultramaratona, va da sé, è stata per me una grande gioia, una gioia che mi ha dato fiducia in me stesso. Ancora oggi sono convinto di avere fatto bene a partecipare a quella gara.

 

 

 

Tratto da libro:

 


Maurizio Padrin

Maurizio Padrin

Sono un naturopata freelance della provincia di Monza e Brianza e da anni sono un sostenitore di uno stile di vita sano attraverso un regime alimentare corretto, lo sport, la prevenzione, il pensiero positivo, il contatto con la natura, il mantenimento del benessere psico-fisico e della salute attraverso i rimedi che la natura ci mette a disposizione.

Da diversi anni mi sono innamorato dello Yoga che pratico con regolarità tutte le mattine e utilizzo il suono (in particolare quello prodotto dalle campane tibetane) come strumento per portare armonia e benessere alle persone; inoltre sono un appassionato di crescita personale.

Sono uno sportivo da quando ero ragazzo e pratico con regolarità il running, il trekking e il ciclismo (mountain bike). Utilizzo la meditazione come strumento per essere sempre in buona salute, avere un approccio positivo alla vita, concentrarmi sulle soluzioni e non sui problemi, creare opportunità ed essere fonte di ispirazione per gli altri. Amo immergermi spesso nella natura per me luogo magico e incantato dove rigenerarmi; adoro gli animali.
Sono specializzato nelle seguenti tecniche di massaggio: cranio sacrale, bioenergetica, massoterapia, fasciale, sportivo/decontratturante, riequilibrio articolare, antistress su lettino e su sedia ergonomica.

Sono il fondatore e amministratore del portale www.DirezioneBenessere.com dedicato al benessere e alla crescita personale.

Tel. 331-9668346
email: info@direzionebenessere.com
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