La tecnica craniosacrale è una pratica di medicina complementare facente parte della tradizione osteopatica. Fu fondata all’inizio del XX secolo da William Garner Sutherland, studente in osteopatia, il quale durante i suoi studi ipotizzò che le ossa del cranio potessero essere capaci, a suo dire, di un presunto ed impercettibile movimento che è stato definito”respirazione cranio-sacrale”.

Secondo le sue osservazioni ha affermato che all’interno delle ossa che partono dal cranio fino al sacro, vi scorre un liquido denominato liquor (Liquido Cefalorachidiano) che ha una sua pulsazione simile a quella del cuore (ma con un ritmo differente); tale liquido è in grado di garantire un lieve movimento fluido di tutte le ossa che compongono il sistema cranio-sacrale.

Successivamente sulla base delle intuizioni e studi di Sutherland e alla tecnica da lui fondata, John E. Upledger ha portato dei grandi contributi e innovazioni ad essa, provando scientificamente che le ossa del cranio fossero mobili.

 

“La natura crea i progetti migliori. Ogni struttura presente in natura ha un suo obiettivo ed è in grado di eseguire un compito nella maniera più efficace. Dovremmo studiare il modo in cui la natura crea le cose e tentare di copiarla, invece di cercare goffamente ed egoisticamente di inventarne delle nostre. Non possiamo migliorare le strutture naturali, dobbiamo semplicemente capirle.” (John Upledger)

 

 

 

Il sistema craniosacrale

Il sistema craniosacrale può essere definito, come riconosciuto da alcune recenti scoperte, un “sistema fisiologico funzionale”.

Questo sistema è costituito da alcune parti anatomiche:

  • Le membrane meningee.
  • Le strutture osse su cui si inseriscono le membrane meningee.
  • Le strutture di tessuto connettivo che non sono strettamente connesse alle membrane meningee.
  • Il liquor (liquido encefalorachidiano)
  • Tutte quelle strutture che sono direttamente connesse alla produzione, al riassorbimento e al contenimento del liquor.

Essendo il sistema craniosacrale strettamente collegato ai seguenti sistemi e apparati corporei, esso ne determina l’influenza e a sua volta ne può essere da essi alterato:

  • Il sistema nervoso.
  • L’apparato locomotore.
  • Il sistema circolatorio.
  • Il sistema linfatico.
  • Il sistema endocrino.
  • L’apparato respiratorio.

In caso di anomalie di tipo strutturale o funzionale in uno qualsiasi dei sistemi citati può influenzare e alterare il corretto funzionamento del sistema craniosacrale. Viceversa, possiamo dire che in caso di anomalie strutturali o funzionali del sistema craniosacrale comporteranno necessariamente degli effetti profondi (o addirittura dannosi) per quanto riguarda lo sviluppo del sistema nervoso, e principalmente sul cervello. Il sistema craniosacrale è considerato l’ambiente interno che favorisce lo sviluppo, la crescita e l’efficienza del midollo spinale e del cervello per tutto il periodo che va dalla nascita fino alla morte stessa.

 

 

Il ritmo craniosacrale

Il sistema craniosacrale ha una caratteristica fondamentale: ha un suo ritmo e movimento che dura per tutta la vita ed è totalmente indipendente è distinto dal ritmo cardiaco, da quello respiratorio e dagli altri presenti nel corpo. Questo movimento è presente in natura nell’uomo, in altri primati, canidi, felini e, probabilmente in tutte (o quasi tutte) le specie di vertebrati.

Il movimento ritmico del sistema craniosacrale può essere sentito attraverso l’appoggio delle mani sulla testa (inizialmente), ma poi affinando la sensibilità potrà essere percepito in qualsiasi parte del corpo inclusi i piedi. La frequenza normale del suo ritmo negli esseri umani è compresa tra 6 e 12 cicli il minuto (da non confondersi con la frequenza cerebrale ALPHA che va da 8 a 12 cicli il secondo).

Cosa succede quando il ritmo craniosacrale si altera? E’ stato osservato che quando tale ritmo è inferiori ai 6 o superiore ai dodici cicli al minuto si è in presenza di patologie.

Secondo alcune osservazioni di John E. Upledger del 1979 su diversi casi clinici di coma prolungato (Istituto Loewenstein di Neurologia clinica di Raanana in Israele), è emerso che in caso di anossia (scarsa ossigenazione dei tessuti) o lesioni intracraniche del cervello contribuivano sempre a determinare una riduzione del ritmo craniosacrale fino a 3-4 cicli il minuto. In altri casi di coma profondo dovuto ad un sovradosaggio di farmaci, la frequenza del sistema craniosacrale riscontrata era superiore ai dodici cicli il minuto.

 

 

La tecnica craniosacrale

A differenza di tutte le tecniche di massaggio, non può essere definita come tale in quanto si basa su alcune posizioni di ascolto del ritmo craniosacrale (posizionando le mani sulle ossa craniche e sulla colonna vertebrale) attraverso un “contatto” che permetterà di ascoltarlo e assecondarlo, lasciandogli fare ciò che ritiene opportuno. Non si  agirà mai con forza sul sistema craniosacrale, il delicato tocco avviene solo attraverso delle lievi pressioni (dell’ordine di 5 g circa) sulle ossa che lo compongono. Nel caso in cui si trattano neonati o bambini molto piccoli (in cui il cervello non è ancora totalmente sviluppato) le pressioni dovranno essere ancora più delicate, per non recare danni al sistema craniosacrale, alle sue funzionalità e a tutti gli apparati connessi.

Nonostante il tocco leggero con il quale viene praticata, questa tecnica è in grado di agire in maniera molto profonda sul sistema nervoso, influenzando sia il sistema ormonale che quello immunitario, favorendo quindi  un riequilibrio degli stati psicologici ed emotivi,  e generando un profondo rilassamento e benessere che, basato su un concetto olistico favorisce l’armonia di corpo, mente e spritio. Per la sua natura non invasiva, la tecnica cranio-sacrale è indicato anche sulle persone anziane e sulle donne in gravidanza.

Grazie alla stretta connessione tra il sistema craniosacrale e tutti i sistemi connessi che regolano il funzionamento dell’intero organismo umano, questa tecnica è in grado di agire su più livelli: ridurre lo stress, riequilibrare la postura, i muscoli, l’apparato gastroenterico, ampliare e regolarizzare la respirazione, le tensioni e sulle emozioni.

Essa è molto indicata in caso di varie problematiche come sciatalgia, lombalgia, mal di schiena, cervicalgia, emicranie, colpi di frusta, dolori al collo, traumi da parto, scoliosi, vertigini e malfunzionamento dell’ATM (articolazione temporo mandibolare).

 

 

Lo Still Point

Questa tecnica che viene applicata nella zona dell’occipite è anche chiamata “C4V“, che significa appunto compressione del quarto ventricolo intenso come ventricolo del cervello. William G. SUtherland, il medico che ha ideato questa tecnica nel 1939, sosteneva che comprimendo il quarto ventricolo cerebrale, andasse ad influenzare anche tutti i centri nervosi vitali sulle sue pareti e nelle zone circostanti.

Lo still point è una manualità di ripristino che viene utilizzata ponendo i palmi delle mani sovrapposti in un particolare modo sotto la nuca, ed è utilizzato per riportare il sistema craniosacrale in equilibrio e il suo ritmo alla normalità (6-12 cicli al minuto). Viene utilizzato praticando una lieve pressione sulle ossa craniche della zona occipitale durante la fase di espansione; tale pressione deve essere mantenuta per diversi secondi.

La tecnica di compressione del quarto ventricolo influenza in maniera benefica l’attività del diaframma  e il controllo della respirazione per mezzo del sistema nervoso autonomo, infatti essa sembra proprio abbassare il tono del sistema simpatico. Inoltre è indicata in caso di stati febbrili, dove è stato riscontrato che la temperatura corporea si abbassa di 2 gradi centigradi circa.

 

 

La mia esperienza personale

Oramai è da molti anni che ho appreso questa tecnica e la utilizzo nei miei trattamenti, spesso unita ad altre che lavorano in maniera più diretta sul corpo e formano una perfetta sinergia.

Utilizzando anche il suono (se vuoi leggere il relativo articolo CLICCA QUI) nei miei trattamenti, in particolare quello delle campane tibetane (CLICCA QUI per leggere l’articolo) mi sento di aggiungere che tutto nell’universo è suono (se vuoi leggere il relativo articolo CLICCA QUI) ed ha un ritmo che deve rispettare certe frequenze ed essere in armonia con il tutto e con la natura stessa. Quando questo ritmo viene alterato, anche le frequenze cambiano ed è proprio qui che ha origine la malattia.

 

“Il ritmo è l’anima della vita. L’universo intero gira intorno al ritmo. Ogni cosa ed ogni azione umana girano intorno al ritmo.”
(Babatunde Olatunji – percussionista e musicista)

 

 

 

Fonte:

Terapia Craniosacrale – John E. Upledger, Jon D. Vredevoogd

 

 

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Maurizio Padrin

Maurizio Padrin

Sono un naturopata freelance della provincia di Monza e Brianza e da anni sono un sostenitore di uno stile di vita sano attraverso un regime alimentare corretto, lo sport, la prevenzione, il pensiero positivo, il contatto con la natura, il mantenimento del benessere psico-fisico e della salute attraverso i rimedi che la natura ci mette a disposizione.

Da diversi anni mi sono innamorato dello Yoga che pratico con regolarità tutte le mattine e utilizzo il suono (in particolare quello prodotto dalle campane tibetane) come strumento per portare armonia e benessere alle persone; inoltre sono un appassionato di crescita personale.

Sono uno sportivo da quando ero ragazzo e pratico con regolarità il running, il trekking e il ciclismo (mountain bike). Utilizzo la meditazione come strumento per essere sempre in buona salute, avere un approccio positivo alla vita, concentrarmi sulle soluzioni e non sui problemi, creare opportunità ed essere fonte di ispirazione per gli altri. Amo immergermi spesso nella natura per me luogo magico e incantato dove rigenerarmi; adoro gli animali.
Sono specializzato nelle seguenti tecniche di massaggio: cranio sacrale, bioenergetica, massoterapia, fasciale, sportivo/decontratturante, riequilibrio articolare, antistress su lettino e su sedia ergonomica.

Sono il fondatore e amministratore del portale www.DirezioneBenessere.com dedicato al benessere e alla crescita personale.

email: info@direzionebenessere.com
Maurizio Padrin
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