La parola Candelora deriva dal latino festum candelarum e va messa in relazione con l’usanza di benedire le candele, prima di accenderle e portarle nella processione. I ceri vengono conservati nelle abitazioni dei fedeli per essere riutilizzati, come accadeva in passato, per ingraziarsi le divinità pagane, durante calamità meteorologiche, oppure nell’assistenza di una persona gravemente malata, o nell’attesa del ritorno di qualcuno momentaneamente assente, o infine, come accade attualmente, in segno di devozione cristiana.

Anticamente, i seguaci dei riti magici, nel giorno della Candelora verificavano se una persona era colpita da malocchio seguendo queste modalità: immergevano tre capelli dell’interessato in una bacinella d’acqua seguiti da tre gocce di olio, precedentemente messo a contatto col dito dell’individuo. A questo punto, secondo i seguaci della magia, se le gocce restavano intere e collocate nel centro della baccinella, il soggetto non era stato affetto da malocchio, in tutti gli altri casi si.

 

« Per la santa Candelora
se nevica o se plora
dell’inverno siamo fora;
ma se l’è sole o solicello
siamo sempre a mezzo inverno.»

 

 

 

La candelora nelle tradizioni religiose

Il 2 Febbraio la Chiesa Cattolica celebra la della Presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme, detta anche “Festa delle luci”. 

Perché il nome Candelora? Ce lo spiega Simeone, nel suo celebre “Cantico” riportato dal Vangelo di Luca, mentre teneva in braccio Gesù Bambino: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele» (Luca 2,29).

Le origini storiche della Candelora sono legate soprattutto alle divinità romane. A metà febbraio essi celebravano i Lupercali o Lupercalia, la cui cerimonia era legata alla famosa lupa che allattò Romolo e Remo, che culminava il 15 del mese, in onore del dio Fauno nella sua accezione di Luperco, protettore del bestiame ovino e caprino dall’attacco dei lupi. La festività si teneva a metà febbraio perché questo mese era il culmine del periodo invernale, nel quale i lupi, affamati, si avvicinavano agli ovili, minacciano le greggi.

 

 

 

La Candelora ed il vino

Il 2 febbraio è uno di quei giorni, dispiegati nel calendario, utili, in base alle credenze popolari, per trarre auspici per il futuro, per predire l’esito dei raccolti.

Da un punto di vista tecnico-agricolo, è effettivamente importante che, in certe fasi dello sviluppo del grano e della vite, le condizioni meteorologiche siano favorevoli.

 

 

 

La Luce in noi

Desideriamo tutti sapere (oltre ogni dubbio) che la nostra vita ha un senso. Vogliamo avere fiducia che le nostre vite contino, che siamo qui per una ragione, e che stiamo usando i nostri doni in modi che amplificano l’amore e aiutano il nostro mondo.

Desideriamo ardentemente sentirci profondamente collegati: ai desideri e alla passione del nostro stesso cuore, gli uni agli altri, al mondo che ci circonda e ad uno scopo più grande.

Nel momento della Candelora, è il terreno fertile per piantare le nuove intenzioni e connettersi con il nostro cuore, con il nostro scopo, con il nostro amore incondizionato, il nostro potere più Divino e la fede incrollabile che ci guida.

La luce delle candele della Candelora, ma non solo quella, la luce in genere, va nel profondo di ognuno di noi, nulla risulta superficiale. Ci insegna come allineare le nostre azioni terrene con il nostro scopo superiore e come gestire i nostri compiti quotidiani in modo da vivere in allineamento con la vera nostra chiamata, la nostra “Missione dell’anima“.

 

 

Accogliamo e celebriamo la candelora

Questo periodo chiede a ciascuno di noi di guardare dove le nostre azioni, i pensieri, le resistenze, le paure o le tendenze da procrastinare stanno bloccando il flusso del nostro sostegno nelle nostre vite.

È l’energia di Imbolc, che ha come significato grazia, purezza, luce e rinascita. La luce che è nata al Solstizio d’Inverno comincia a manifestarsi all’inizio del mese di febbraio: le giornate si allungano poco alla volta e anche se la stagione invernale continua a mantenere la sua gelida morsa, ci accorgiamo che qualcosa sta cambiando.

Le persone dell’antichità erano molto più attente di noi ai mutamenti stagionali, anche per motivi di sopravvivenza. Questo era il più difficile periodo dell’anno poiché le riserve alimentari accumulate per l’inverno cominciavano a scarseggiare. Pertanto, i segni che annunciavano il ritorno della primavera erano accolti con uno stato d’animo che oggi, al riparo delle nostre case riscaldate e ben fornite, facciamo fatica ad immaginare.

 

Accendiamo quindi una luce in queste giornate come guida per i nostri passaggi verso la primavera.

 

 

 

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Barbara Porro

Barbara Porro

Mi chiamo Barbara Porro e sono una Counselor Professionista, cioè una persona preparata ad ascoltare ed aiutare ad affrontare e superare le difficoltà, le paure, le insicurezze, una persona a cui ognuno si può rivolgere per parlare di sé. In Italiano si traduce come “Agevolatore alla relazione di aiuto” e questo è proprio l’intento, al di là del nome lungo, ma di aiutare le persone a gestire al meglio le relazioni, soprattutto la primaria relazione che è quella con se stessi, con le varie parti di noi.

Oltre a questo, mi sono avvicinata alla Floriterapia e ai Fiori di Bach. La parola chiave alla base della floriterapia è SEMPLICITA', poiché tutto in natura è semplice come quando "ho fame, vado nell'orto e raccolgo una lattuga; sono spaventato ed ammalato, prendo una dose di Mimulus (FIORE DI BACH)”.

Seguo anche gruppi di incontro e/o di respiro e rilassamento muscolare, formati da persone che stanno vivendo situazioni di vita simili e che condividono lo stesso obiettivo. C’è quindi un “auto aiuto” inteso come reciproco e duplice. Incontrandosi, si dedica tempo al proprio benessere, con l’obiettivo di STARE BENE, recuperando l’energia psico-fisica e l’equilibrio emozionale.

Collaboro con alcune associazioni della Brianza e ricevo in studio a Lissone.

Email: porrobarbara@gmail.com
Pagina FB: https://www.facebook.com/Counsellorbarbara/
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