Le relazioni interpersonali si caratterizzano per la grande quantità di emozioni che creano. Ma come si chiama quello che proviamo dentro? Qual è il nome di ogni singolo filo del groviglio di emozioni che spesso s’intrecciano in noi? “Attualmente non mi conosco“: dice un efficace verso di Alda Merini.

Sembra una facile operazione di classificazione, ma non c’è vocabolario che possa dare una risposta a queste domande, almeno un’unica risposta. Ciascuno di noi può dare il giusto nome a ciò che sente, in base, al proprio vissuto e alla consapevolezza di sé.

 

 

Riconoscere le emozioni e dargli un nome

L’alfabetizzazione delle emozioni è l’atto stesso di “dare un nome che spesso segna un nuovo inizio, l’inizio di una nuova consapevolezza che può cambiare la nostra vita. Chiedersi come si chiama quello che ho dentro è un passaggio fondamentale nell’acquisizione di una vera scoperta di noi, che non finisce mai. Suggerisco un percorso di riappropriazione dei nomi delle emozioni che scoppiano dentro di noi, come via di scoperta, come fosse un motore, una bussola del benessere individuale e del vivere nel sociale.

E’ un viaggio che possiamo fare muovendoci a diverse velocità ed in luoghi spesso sconosciuti, per aprire porte da troppo tempo chiuse, seguendo rotte che avevamo sotto gli occhi, ma non abbiamo voluto o potuto vedere.

Con Alfabetizzazione, si intende appunto dare un Nome ed un Senso. Poichè un problema, attiva delle emozioni, non sempre è chiaro che le stesse emozioni possano essere poi l’ostacolo per la soluzione. Dimentico quindi le “tecniche” che ho imparato in corsi, seminari, vita, confondo i meccanismi che ho sempre usato come “difesa” poiché parlo con le emozioni addosso!

Siamo esseri permeati dalle emozioni, le proviamo continuamente e in qualsiasi situazione, spesso non sappiamo riconoscerle o dargli un nome. Questo è dovuto al fatto che non siamo stati educati all’affettività e ad esprimere le emozioni, ma non è mai troppo tardi per imparare.

Per esempio, quando provo Ingiustizia, Impotenza, senso di Fallimento, Rassegnazione, Colpa o Rabbia, non gestisco il momento, ma sto solo “Reagendo” a queste emozioni.

Immagina di vedere un triangolo, ad ogni angolo del triangolo c’è una persona, nelle posizioni 1 ci sono io e nella 2, chi sta parlando con me di Emozioni.
Per capire come sto reagendo all’emozione è “come se” mi mettessi nella posizione 3 (vertice del triangolo) e guardassi l’ emozione dall’esterno di me…il messaggio è COSA STAI DICENDO TU (posizione 2) PER DIRE QUALCOSA A ME (che ti osservo dalla posizione 3) !

Quando provo PAURA, nonostante so da me che cosa non so fare, la sento, quindi se la guardassi da questa prospetiva (lato 3 del triangolo) ed osservassi la situazione, capirei che MI SERVE AVER PAURA.

Ricorda:il tuo peggior nemico è il tuo grande maestro.

 

 

Chiamale se vuoi… emozioni

In viaggio alla ricerca dell’amore: emozioni, relazioni, intimità!
Articolo di Leela pubblicato sull’Osho Times Italiano – dicembre 2009

Quando parlo di relazioni, non posso prescindere dal mondo emozionale. Relazionarsi, a qualsiasi livello, implica un’emozione. Sia che mi stia relazionando con il mio partner, con un’amica, con mia madre, con un animale, con il denaro, con la natura o con la città in cui vivo, c’è sempre un’emozione. L’emozione fa parte di me. Può essere più o meno intensa, ma l’emozione esiste. Può essere piacevole o spiacevole, posso esserne consapevole oppure no, ma c’è sempre un’emozione. Le emozioni fanno parte della nostra interiorità, sono ciò che ci fanno sentire vivi, vitali, sono anche ciò che ci fanno sentire male. L’emozione più bella che provo è l’amore, intendo un senso di rilassamento e di pace nel mio cuore che mi fa sentire bene, espansa e connessa con tutti. Le emozioni spiacevoli come la rabbia e la tristezza sono difficili da accettare, se non si è in un processo di guarigione interiore. Ed è proprio per non sentire il malessere e il disagio provocato da emozioni spiacevoli, che milioni di persone congelano il proprio corpo, prendono pillole per stare bene, usano droghe, si caricano di lavoro, si circondano di beni materiali, scappano in un monastero, e molto altro. Sono tutti modi per non sentire, per non affrontare il proprio malessere interiore, perché abbiamo dimenticato che la nostra natura è amore e non dolore.

La causa principale dei problemi umani è la separazione e l’isolamento emozionale. L’amore e l’amicizia autentica sono fondamentali per la guarigione spirituale, perché certamente, possiamo crescere ed evolverci da soli, ma insieme agli altri acquisiamo molta più energia, è molto più divertente, ed è molto nutriente da un punto di vista psicologico, perchè è nella nostra natura socializzare. Se volgiamo per un attimo lo sguardo sulle comunità tribali, possiamo notare che la vita comunitaria è una costante: la vita insieme è parte della cultura e della tradizione di molti popoli; è nella nostra società consumistica e competitiva che si sono create così tante barriere; abbiamo disimparato ad agire attraverso il cuore, la mente ha preso il sopravvento, abbiamo congelato le emozioni, dimenticandoci il nostro essere umani.

Quando le emozioni sono congelate, non sentiamo più nulla, non sentiamo il dolore, la rabbia, ma non sentiamo neanche l’amore. E’ un meccanismo di difesa molto naturale che il corpo mette in atto per non risentire intensi dolori di vecchie ferite interiori. Questi meccanismi di difesa ci hanno permesso di sopravvivere e di crescere nel mondo, ma al tempo stesso ci condannano a non sentire l’amore che abbiamo dentro di noi e a non riconoscere e condividere la nostra bellezza . Quando ci relazioniamo mettendo in atto i nostri meccanismi di difesa in modo inconsapevole, continuiamo a riprodurre situazioni di chiusura, di isolamento, di distruzione, di sofferenza. Questi meccanismi si manifestano come comportamenti e attitudini che governano la nostra vita. Essi proteggono le ferite di un bambino che, nel corpo di un adulto, ha ancora tanto bisogno di essere amato e di sentire che va bene così come è.

Fino a quando non riconosciamo il nostro bambino interiore ferito, non impariamo ad amarlo e a prendercene cura, non possiamo cambiare dentro, di conseguenza non possiamo cambiare il nostro modo di relazionarci agli altri, poiché gli altri sono uno specchio nel quale possiamo vedere noi stessi: quando qualcuno ci fa arrabbiare, è perché stimola la rabbia dentro di noi e più profondamente le nostre ferite: guarire le ferire interiori è quindi fondamentale per cambiare le nostre relazioni.

 

Ciò che ho sperimentato in tutti questi anni di lavoro su di me, è che il silenzio fa parte del viaggio alla ricerca dell’amore. Contattando lo spazio del silenzio ho compreso che esso è sempre esistito dentro di me, ma un tempo non ero in grado di riconoscerlo. Da questo spazio di amore e silenzio mi piace condividere me stessa con gli altri. L’altro per me è un completamento, non è più un bisogno. Per arrivare qui, ho viaggiato attraverso il mondo delle emozioni, imparando ad esprimerle in modo totale, a liberarmi dai pesi che mi impedivano di sentire la mia energia, la passione e la gioia di vivere, oltre ai limiti della mia mente. Ho esplorato le mie ferite interiori, i condizionamenti e le credenze negative che mi sono state passate, per scoprire che sono libera di essere me stessa e che ho il diritto di essere felice, di provare piacere, di dare e ricevere amore. Ho imparato a non confondere il sesso con l’amore, l’amore con l’innamoramento e il desiderio sessuale: questo aspetto della mia ricerca mi ha permesso di andare ancora più in profondità, di comprendere quanto avevo bisogno di intimità, e quanta manipolazione e giochi di potere possono nascondersi dietro alla sessualità; questa esplorazione mi ha aiutato a fare chiarezza sul mio modo di relazionarmi agli altri, al mondo maschile e al partner in particolare.
 
“Ho sperimentato il piacere di condividere la mia sessualità in modo sano, protetto, libero e felice, lasciando andare i giudizi, la paura, le aspettative sull’altro, accettandolo per quello che è, continuando a muovermi verso ciò che mi fa sentire bene; ho guardato in faccia alla mia vergogna e ai miei sensi di colpa, alla mia rabbia e al mio dolore, a tutti i giudizi che avevo di me stessa, a quanto ho inconsciamente rinnegato il mio corpo e la mia femminilità per anni perché mi giudicavo, prima di comprendere che vado bene così come sono e che sono degna di amore. C’è molta sofferenza nell’area della sessualità, spesso durante il processo di guarigione la mente continua ad intervenire, facendo riaffiorare tutti gli shock e le ferite del passato, fino a quando si impara a conoscerne i meccanismi e a trasformare le emozioni che essa continua a ricreare; la guarigione sessuale secondo me è fondamentale per ogni essere umano; tutti cerchiamo l’intimità ma solo poche persone hanno il dono di essere veramente intimi nella loro sessualità e nelle loro relazioni: c’è molto paura di soffrire di nuovo, è un attimo richiudersi. Il sesso è la porta per entrare nel mondo spirituale: dal sesso all’intimità, dall’intimità all’amore. Anche in quest’area la mia esperienza è stata la conoscenza profonda del mio mondo emozionale, la guarigione delle mie ferite interiori, e il muovermi sempre di più verso la meditazione, il silenzio, il qui e ora: questa è la mia comprensione del tantra.

 

Nel qui e ora non c’è futuro, non c’è passato, quindi non c’è paura, né dolorerabbia, non ci sono aspettative, non ci sono i “film” della mente. E’ lo spazio che mi permette di rimanere nell’amore: Sento il mio corpo che vibra nel piacere insieme al corpo dell’altro; Sento il mio cuore rilassato e in pace, una bella sensazione di espansione e connessione con l’altro; il tempo non conta più, io sono integra, la mia anima è tornata a casa.

 

 

Libri e Audio Corsi consigliati da Direzione Benessere:

 


 


 

Colora le Tue Emozioni
Disegni da colorare sperimentando le proprie emozioni in base ai colori

 


Barbara Porro

Barbara Porro

Mi chiamo Barbara Porro e sono una Counselor Professionista, cioè una persona preparata ad ascoltare ed aiutare ad affrontare e superare le difficoltà, le paure, le insicurezze, una persona a cui ognuno si può rivolgere per parlare di sé. In Italiano si traduce come “Agevolatore alla relazione di aiuto” e questo è proprio l’intento, al di là del nome lungo, ma di aiutare le persone a gestire al meglio le relazioni, soprattutto la primaria relazione che è quella con se stessi, con le varie parti di noi.

Oltre a questo, mi sono avvicinata alla Floriterapia e ai Fiori di Bach. La parola chiave alla base della floriterapia è SEMPLICITA', poiché tutto in natura è semplice come quando "ho fame, vado nell'orto e raccolgo una lattuga; sono spaventato ed ammalato, prendo una dose di Mimulus (FIORE DI BACH)”.

Seguo anche gruppi di incontro e/o di respiro e rilassamento muscolare, formati da persone che stanno vivendo situazioni di vita simili e che condividono lo stesso obiettivo. C’è quindi un “auto aiuto” inteso come reciproco e duplice. Incontrandosi, si dedica tempo al proprio benessere, con l’obiettivo di STARE BENE, recuperando l’energia psico-fisica e l’equilibrio emozionale.

Collaboro con alcune associazioni della Brianza e ricevo in studio a Lissone.

Email: porrobarbara@gmail.com
Pagina FB: https://www.facebook.com/Counsellorbarbara/
Barbara Porro

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